Sensori "senza fili" per proteggere alberi e animaliInserita da Ferace il 26/02/2007 nella categoria Wireless
Salvare i boschi, salvare la vita, fermare gli incendi. Non con l’ennesimo spot della Protezione civile, ma con una idea e una tecnologia di una piccola, giovane azienda torinese. E’ la Minteos che è nata all’interno dell’incubatore del Politecnico e ha inventato sensori wireless da utilizzare in campo ecologico. Adesso le sue capacità progettuali si sono incontrate (grazie al settore innovazione tecnologica della Camera di commercio di Torino) con quelle della svedese Sensible Solutions. Le due società svilupperanno insieme una sinergia per mettere a punto l’intero sistema. La Minteos ipotizza che il bosco sia monitorizzato da una rete di sensori applicati agli alberi che, collegati a un software, diano l’allarme quando c’è un incendio. Ovviamente non si devono verificare nè falsi positivi nè falsi negativi: sarebbe grave urlare «al lupo al lupo», ma ancor più drammatico non rilevare l’inizio delle fiamme.Finora dalla Minteos - nata tre anni fa con tre soci, un matematico e due ingegneri, e una decina di collaboratori tutti tra i 25 e i 37 anni - sono stati realizzati tre prototipi. E ci sono progetti in corso per ampliare l’utilizzazione dei sensori, ad esempio con la Valle d’Aosta, per tener sotto controllo tutta la vita del bosco, animali compresi. Dice Marco Brini, uno dei fondatori: «Con uno speciale braccialetto assolutamente non nocivo sarebbe possibile controllare gli animali che sono stati curati e reimmessi nel bosco usando lo stesso sistema di rilevazione utilizzato per gli incendi. In questo caso la rilevazione sarebbe relativa a parametri vitali stabiliti in precedenza». Un’analoga teconologia innovativa è allo studio per il controllo dei fiumi e laghi: potrebbe prevedere le esondazioni e avvertire la protezione civile. Un sistema che è giudicato meno costoso e invasivo di quello rappresentato dagli argini. A monte di questo progetto, c’è quello della Camera di commercio «Alps innovation relay centre», che è rivolto per lo più alle piccole e medie imprese, le quali vengono messe in relazione tra loro e con le Università e centri di ricerca sparsi per l’Europa. Un modo per sopperire alla cronica carenza di fondi per la ricerca che affligge soprattutto le aziende di dimensioni piccole. Fornisce consulenza per il trasferimento di tecnologia e informazioni per accedere ai finanziamenti comunitari per la ricerca e sviluppo tecnologico. L’obiettivo principale è quello di incrementare la competitività dell’industria europea promuovendo il trasferimento sia dei risultati della ricerca sia delle tecnologie innovative. |